en it – Greece- last text from anarchist Stella Antoniou last may (On Monday, June 4th, Stella was released from Koridallos women’s prisons because she reached the limit of 18month pretrial detention.

Translated by boubourAs/Act for freedom now!

LETTER FROM STELLA ANTONIOU

Last year we came across various irregularities from the side of the state
against the political prisoners. Firstly I am referring to the double in
triple imprisonments of fighters. The separated that is the charge of
participation in a revolutionary organization from the actions and they
charged different imprisonments for the same case, for the same trial. In
this way they extended the captivity of political prisoners using ways
that even their own constitution does not recognize as legitimate
procedures.

Besides that, we saw another new phenomenon which was applied
for the first time. They set bail conditions to fighters who were released
after the ending of the 18month temporary imprisonment, something that is
not applicable when someone is released because of ‘the 18months’.
In April 2012 I and many other political prisoners were interrogated,
accused for the R.O. Conspiracy Cells of Fire, for 250 actions which the
specific organization has claimed responsibility for.
Me, P.Masouras and K.Karakatsani were not re-imprisoned although the same
thing went for all of us who refused our participation: the non-existence
of any evidence which could ‘justify’ a new imprisonment. The conditions
imposed on us have the following specificity compared to with the usual
conditions imposed. These conditions are clearly because of our beliefs
since we are forbidden to enter educational institutions and their
surrounding yards although we are not accused of anything concerning
university spaces. It is an attack against fighters, during which they
informally ask us to make a ‘belief statement’.

Although they don’t
recognize our political substance, they carry out a political attack
aiming at ‘striking’ the collective procedures of discussion and
co-formation which for so many years now we ‘shelter’ in the university
spaces. This ban aims at our participation in the a/a movement. As
political opponents of the system we are obliged to defend our presence in
those spaces where for years now we formed, revolted, acted, disagreed and
agreed. In those spaces where everything revolutionary and subversive was
born.

Those spaces which the anarchist movement, used them as centres of
struggles, insurrection and for the sharing of opinions and subversive
ideas. The substance however of these conditions, is to attack all the
above, regardless of where the movement will meet in order to co-form. It
clear therefore that they are not attacking walls or some buildings, they
are obviously attacking our procedures, organized solidarity and generally
our action. What they are afraid of is the organization of the anarchist
movement and this is what they are trying to criminalize, whether it is
organized in university spaces, or the squares and streets, or the hills
and mountains. Basically by legally insulting these conditions and going
back into the educational institutions, is not a victory on its own if we
ourselves do not fight the substance of this oppressive operation which
gets bigger and spreads aggressively over the more radical part of
society. It is not accidental that in this time we live in now, they
forbid our entrance into those spaces. In time were we live the most
sneaky form of dictatorship, the covered up one.

It is necessary therefore
to create these movement relations and the suitable dynamic so we can
defend situations which with the passing of time cease to be evident and
vested. Such as the defence of our political identity during the arrests.
We are not at all far from the time when they will arrest someone from the
anarchist movement and it will be considered daring and far out to admit
to the persecutory and interrogatory authorities that they are an
anarchist.
The forbidding of entering educational institutions, the forbidding of
communication in any way and means with our co-accused, is the beginning
of a new oppressive operation against the wider a/a movement. Already with
the new anti-terrorist law we are threatened with heavy charges and
prosecutions. I believe that this matter does not only concern those who
have been imposed with the specific conditions but the whole of the
anarchist movement. Since the attack is political, it should be answered
politically.
PS. On 13/4/12 I filed an application to lift these conditions and I will
continue with other legal moves.
“This her siege will tougher, In order to convince us
To accept a harmless slavery, However in full freedom”
M.N.
THE STRUGGLE CONTINUES

Stella Antoniou
Female prisons of Koridallos
2/5/2012

 

http://actforfree.nostate.net/?p=9864

 

 Atene – Lettera di Stella Antoniou

Precisiamo che la seguente lettera, datata 2/5/2012, è pertanto precedente al rilascio della compagna, avvenuto il 4/6/2012 per la decorrenza dei 18 mesi di carcerazione preventiva.

Lo scorso anno abbiamo visto diverse irregolarietà da parte dello stato a danno dei prigionieri politici. Prima di tutto mi riferisco agli arresti doppi e tripli dei combattenti. La separazione dell’accusa di partecipazione ad una organizzazione rivoluzionaria dalle azioni e le diverse prigionie per lo stesso caso, per lo stesso processo. In questo modo estendono la prigionia dei prigionieri politici usando mezzi che non sono ritenuti legittimi neanche dalla loro stessa costituzione.

Inoltre, abbiamo visto la prima applicazione di unn nuovo fenomeno. Hanno impostato delle condizioni di rilascio ai combattenti rilasciati dopo lo scadere dei 18 mesi di carcerazione temporanea, cosa che non è applicabile quando qualcuno viene rilasciato dopo “i 18 mesi”. Nell’Aprile 2012 io e molti altri prigionieri politici siamo stati interrogati, accusati delle 250 azioni rivendicate dalla O.R. Cospirazione delle Cellule di Fuoco.
Io, P. Masouras e K. Karakatsani non siamo stati nuovamente imprigionati sebbene esistesse la stessa condizione di tutti noi che rifiutiamo la nostra accusa di partecipazione: l’inesistenza di alcuna prova che possa “giustificare” una nuova carcerazione. Le condizioni imposteci hanno le seguenti particolarietà in confronto a quelle usualmente imposte. Queste sono chiaramente dovute alle nostre idee visto che vi viene vietato di entrare nelle istituzioni educative e nei loro cortili sebbene non siamo accusati di nulla che abbia a che fare con le università. Questo è un attacco ai combattenti, durante il quale ci chiedono informalmente di fare una “dichiarazione delle idee”.

Anche se non riconoscono la nostra identità politica, fanno un attacco politico che mira a “colpire” i processi collettivi di discussione e formazione che da anni “hanno luogo” nelle università. Questo divieto colpsice la nostra partecipazione nel movimento anarchico/antiautoritario. Come nemici politici del sistema siamo obbligati a difendere la nostra presenza in questi spazi dove per anni ci siamo formati, rivoltati, abbiamo agito, concordato e disaccordato. In questi spazi dove ogni cosa rivoluzionaria e sovversiva è nata.

Spazi che il movimento anarchico ha usato come centri di lotta, insurrezione e condivisione di opinioni e idee sovversive. La sostanza di queste condizioni è soprattutto l’attacco, incurante del dove il movimenti si incontri per prendere forma. Ciò chiarisce quindi che non stanno attaccando le mura o qualche edificio, stanno attaccando ovviamente le nostre dinamiche, la solidarietà organizzata e in generale il nostro operato. Ciò che temono è l’organizzazione del movimento anarchico, è questo che cercano di criminalizzare, che esso si organizzi nelle università, nelle piazze, nelle strade o su colline e montagne. Non è una vittoria di per sé se noi non lottiamo la sostanza di questa operazione repressiva che diventa più ampia e si diffonde con aggressività sulla parte più radicale della società. Non è un caso che in questo periodo che stiamo vivendo, essi vietino il nostro ingresso in questi spazi. In un periodo dove viviamo la più subdola forma di dittatura, quella nascosta.

E’ necessario dunque creare queste relazioni e dinamiche in modo da difendere le situazioni che con il passare del tempo smettono di essere evidenti e accessibili. Cosi come la difesa della nostra identità politica durante gli arresti. Non siamo per nulla lontani dal momento in cui arresteranno qualcuno del movimento anarchico e sarà considerato coraggioso ammettere alle autorità accusatorie che si è anarchici.
Il dieivo di entrare nelle università, il divieto di comunicare in ogni modo con i nostri co-imputati, è l’inizio di una nuova operazione oppressiva contro il più ampio movimimento anarchico/antiautoritario. Già con la nuova legge antiterrorista ci minacciano con accuse e persecuzioni più pesanti. Io credo che questa situazione non solo riguardi chi subisce queste limitazioni ma l’intero movimento anarchico. Visto che l’attacco è politico, bisogna rispondere politicamente.

Il 13/4/2012 ho sottoscritto una richiesta per farmi togliere questi limiti e continuerò con altri mezzi legali.

Questo assedio diventerà più duro, al fine di convincerci ad accettare una schiavitù innocua, ma in piena libertà” M.N.

LA LOTTA CONTINUA

Stella Antoniou
Prigione femminile di Koridallos
2/5/2012

 

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