it en – Atene – 162 fermi, arrestati anche cinque italiani (dicembre 2009)

Nei “tafferugli” della giornata sono stati arrestati ad Atene, cinque compagni italiani. Per ora sappiamo di Alessio, Mirko, Loredana e Beppe.

Maggiori informazioni in seguito


dai media – rainews24

Ci sono cinque cittadini italiani tra le 162 persone che la polizia greca ha arrestato ieri, alla vigilia delle manifestazioni organizzate per il primo anniversario della morte di un ragazzo ucciso da un poliziotto ad Atene.

La morte del 15enne Alexis Grigoropoulos scateno’ lo scorso inverno una guerriglia urbana mai vista nel Paese. Un gruppo di dodici sospetti militanti anarchici, tra i quali cinque italiani (quattro uomini e una donna) e tre albanesi, sono stati bloccati nella capitale greca dopo che due automobili sono state incendiate nel quartiere centrale di Exarchia, lo stesso in cui fu ucciso Grigoropoulos il 6 dicembre 2008. Altri 81 presunti militanti sono stati fermati per essere interrogati.

Altri venti sono stati arrestati in un covo di presunti anarchici a Keratsini, una citta’ vicina alla capitale, dove i poliziotti hanno trovato due taniche di benzina e tredici maschere antigas, secondo le forze dell’ordine. “Le operazioni di ricerca hanno confermato le prime informazioni, che segnalavano che questo luogo era utilizzato per fabbricare esplosivi e lanciare attacchi”, ha reso noto la polizia in un comunicato.
Anche altri quarantuno attivisti no-global, che avevano brevemente occupato il comune della citta’, sono stati arrestati dopo che la polizia ha fatto irruzione nell’edificio.

Ad Atene, circa 6mila poliziotti sono chiamati a vigilare sulle manifestazioni previste oggi e domani, organizzate da coordinamenti studenteschi e licei, organizzazioni di sinistra e sindacati. Migliaia di persone, molte arrivate dall’estero, sono attese oggi nelle strade della capitale greca, secondo gli organi di informazione locali. La manifestazione e’ prevista al termine di una cerimonia religiosa organizzata nel cimitero dove riposa Alexis Grigoropoulos a Palio Faliro, un sobborgo della capitale.
Quasi 500 persone hanno partecipato ieri sera a una prima manifestazione a Salonicco, nel nord della Grecia, secondo la polizia locale.

Ieri, i sindacati del corpo docente avevano segnalato che decine di universita’ e istituti erano occupati da studenti per ricordare questo anniversario. Forze saranno dispiegate in tutte le grandi citta’ e tutto il personale sara’ in stato di allerta.

Il governo socialista ha inoltre chiesto ai partiti di opposizione di controllare i loro movimenti giovanili. “Io spero che la memoria di Alexis sia onorata in modo pacifico, e’ il minimo che gli  dobbiamo”, ha dichiarato il capo dello stato, Carolos Papoulias,in un messaggio. “Non tollereremo violenze”, ha chiarito da parte sua il vice primo ministro, Theodore Pangalos. In custodia cautelare, il poliziotto che fece partire i colpi che uccisero Alexis Grigoropoulos deve essere processato per omicidiovolontario dal prossimo 20 gennaio 2010.

http://www.informa-azione.info/atene_arrestati_cinque_compagni_italiani

 

Grecia – Comunicato sul processo ai compagni/e italiani arrestati nel 2009

comunicato sul processo ad Atene ai compagni e alla compagna italiani arrestati in occasione della manifestazione nel dicembre 2009

AI DISTURBATORI DELLA PACE COMUNE

L’antefatto

La sera del 6 dicembre 2008, due poliziotti in servizio di pattuglia per le strade di Exarchia, quartiere popolare di Atene, uccidono a colpi di pistola il quindicenne Alexis Grigoropoulos. Nelle ore successive si scatena la rabbia degli abitanti di Exarchia i quali danno vita a numerosi cortei spontanei per le strade del quartiere, innescando quindi, col diffondersi della notizia in una situazione sociale già esplosiva, una vera e propria rivolta generalizzata che si espande in tutta la capitale per poi coinvolgere anche il resto della nazione mettendo in scacco le forze dell’ ordine elleniche per più di un mese. Numerose si segnalano inoltre le iniziative di solidarietà nelle principali città europee e non solo.

I fatti

Atene, dicembre 2009, moltissime le iniziative di protesta organizzate in tutta la Grecia in occasione del primo anniversario della morte di Alexis. Sabato 5 dicembre viene organizzato dal comitato di quartiere ad Exarchia un presidio presso il luogo dove il ragazzo venne ucciso. Il ricordo è ancora vivido nella memoria delle persone e la rabbia monta. Al termine del presidio un corteo parte spontaneo per le strade del quartiere. Lo stesso viene pesantemente caricato dai “Delta”, reparto antisommossa motorizzato appositamente istituito per reprimere le manifestazioni di piazza alla luce delle sommosse dell’anno precedente. In seguito agli scontri vengono arrestate 12 persone tra cui cinque anarchici italiani che vengono rilasciati il lunedì successivo con varie accuse, tra cui resistenza, tentate lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento e turbamento della pace comune, reato paragonabile al nostro disturbo della quiete pubblica ma che prevede pene pesantissime grazie ad una legge, varata ad hoc in Grecia  poco tempo prima, volta a penalizzare le manifestazioni di dissenso di piazza.

Il processo

Il 14 novembre 2011 si svolge ad Atene l’udienza di primo grado del procedimento a carico degli arrestati durante gli scontri del 2009. All’udienza i testimoni dell’ accusa, ossia gli stessi poliziotti del reparto Delta, si presentano numerosi e forniscono una versione dei fatti chiaramente studiata a tavolino e orchestrata al fine di infliggere agli imputati il massimo delle pene previste, palesando l’intento dello Stato greco di sferrare un esemplare colpo repressivo. Pesantissime le condanne che variano fra i 5 e i 6 anni di detenzione. L’ accanimento del procuratore va oltre, dichiarando da subito la volontà di chiedere un mandato di cattura europeo per i cinque compagni italiani. Singolare anche la formulazione delle condanne: per tutti 4 anni più svariati mesi, dai 12 ai 24, a seconda dell’ imputato. I 4 anni sono infatti da ricondursi alla violazione del singolo reato di turbamento della pace comune.

Oggi

Il 28 giugno si svolge ad Atene l’udienza di appello. È evidente che lo Stato greco punta molto su questo processo per dare un segnale forte a tutti quelli che decidono di non subire passivamente il destino che qualcun altro ha deciso per loro e che, di fronte alla violenza della polizia, scelgono di reagire e scatenare la propria rabbia verso coloro che quotidianamente sfruttano e opprimono le loro esistenze. Non sarà certo la repressione a frenare il fiume in piena della rivolta sociale che tuttora inonda le strade greche e non solo.

alcuni imputati

http://informa-azione.info/grecia_comunicato_sul_processo_ai_compagnie_italiani_arrestati_nel_2009

 

Italy: December 2009 arrestees write about their appeal trial on June 28th in Athens–Greece

Communiqué (29/6) by Italian comrades who were arrested during the December 2009 demonstration in Athens:

THE DISTURBERS OF COMMUNAL PEACE

The background
On the night of December 6th, 2008, two police officers on patrol in the streets of Exarchia, popular neighbourhood of Athens, shoot to death the 15-year-old Alexis Grigoropoulos. In the following hours, the rage of people in Exarchia is unleashed, giving life to numerous spontaneous protest marches through the neighbourhood’s streets, thus sparking—with the diffusion of this news in an already explosive social situation—a true generalized revolt, which spreads throughout the capital and then also nationwide, putting the Hellenic forces of order under strain for more than a month. Also, numerous solidarity initiatives are being reported in major European cities and beyond.

The facts
Athens, December 2009; many initiatives have organized protests across Greece on the occasion of the first anniversary of Alexis’ death. Saturday, December 5th; a gathering is organized by the neighbourhood assembly in Exarchia close to the place where the boy was killed. The remembrance is still vivid in people’s memories, and the rage mounts. The gathering is followed by a spontaneous march through the neighbourhood’s streets. The district is heavily loaded with ‘Delta’, an anti-riot motorized unit purposely instituted in order to quell street demonstrations in the light of last year’s riots. Following clashes, 12 people are arrested, including five Italian anarchists that are released the next Monday with various charges, including resistance, attempted bodily injuries to public officer, damage and disturbance of communal peace —an offense comparable to the Italian equivalent of public nuisance, which however provides for heavy penalties under a law enacted ad hoc in Greece shortly before, to penalize dissent in the streets.

The trial
On November 14th, 2011, the hearing of the first-instance trial takes place in Athens against the arrestees of the 2009 clashes. At the hearing the accusation witnesses, namely the same Delta unit cops, present themselves in numbers and provide a version of the events clearly machinated and orchestrated in order to inflict the maximum possible sentences for the defendants, revealing the Greek State’s intention to strike an exemplary repressive blow. The heaviest sentences are ranging between 5 and 6 years in prison. The prosecutor’s fury goes further, as he declares the willingness to immediately apply for a European arrest warrant for the five Italian comrades. Also, the formulation of convictions singles out: for all, 4 years plus several months, from 12 to 24, depending on the defendant. The 4 years are in fact attributable to the single offense’s infringement of disturbance of communal peace.

Today
On June 28th, 2012, the appeal hearing is due to take place in Athens. It is evident that the Greek State places heavy emphasis on this process to give a strong signal to all those who decide not to accept passively the destiny that somebody else has decided for them and that, in the face of police violence, choose to fight back and unleash their own rage towards those who daily exploit and oppress their existence. Certainly, the repression will not manage to curb the flooding river of social revolt that still inundates the Greek streets, and not only.

some defendants

Anarchist Alessio Del Sordo—remanded in custody at Turin prison in the context of a series of prosecutions and pretrial incarcerations against NO TAV resisters—has written the following letter (30/6) concerning the aforementioned appeal trial in Greece that also implicated him:

WITH HEAD DOWN

On December 6th, 2008, in the neighbourhood of Exarchia in Athens, an infamous cop assassinated Alexis Grigoropoulos. Following such an infamy, throughout Greece, attacks were carried out against structures and people who wield Power. Street battles, ATMs uprooted, bank branches set on fire and police stations assaulted.

Exactly one year after his assassination, on December 5th, 2009, a few steps from the place where he was murdered, a spontaneous rally was repeatedly charged by anti-riot motorized units, the Delta corps, funded by the European Union and trained by Italian instructors.

That night, the raid of motorcyclist cops penetrated deep into the demonstration, managing to disperse most of the comrades, who fell back to the occupied Polytechnic, within a short distance. Those who failed to go back in the Polytechnic ended up encircled in the takedowns and sweeps of Delta cops.

Despite being arrested that day with four other Italian comrades, among a dozen of detainees, along with Greek comrades and Albanian boys (including two minors), I had the best time in the world. Unfortunately it’s not every day you get to throw cops off their bikes and help them land on the nose.

For these incidents the first-instance court imposed sentences of 5 to 6 years’ imprisonment. The appeal trial is set for June 28th, and certainly similar (suspended) sentences will be given. A story of routine repression added to so many others that have over the years affected and continue to affect comrades anywhere in the world.

How can we not think here, in Italy, from the media maxi-operations of the Special Operations Group (ROS), with the inquiry ‘boldness’ last in chronological order, to the convictions for street battles in Rome on October 15th, 2011, passing to the convictions in relation to the G8 summit in Genoa in 2001, which could become definitive on July 13th, 2012, or to the trial concerning the clashes in the Susa Valley last summer that will start soon?

The state play is always the same. In the judiciary’s intent, the high sentences serve as a warning, in part for punishing the enemy within that continues to disturb the social peace of the rich, in part for discouraging the indecisive, the least aware of the fact that the state order can be wiped out. Terrorizing in order to continue to govern is not only a paradigm of Machiavellian memory, but the modus operandi of Power. And the more fear will be spread, the more uncertainty will be instilled in our daily lives, the longer this state of affairs will persist. (Sorry for the polished Italian; I’ve been doing a lot of reading in the cage.)

But who is afraid of whom? Those who defend the landowners’ property are well aware of the potential that lies in the intensification of social conflict. Clashing with state troops, carrying out the sabotage on commercial and energy flows that maintain this society, acting directly against people and structures of Power are practices that will always make part of the theoretical and practical luggage of the exploited everywhere. And as we often say, if these practices should be generalized, they could hardly be reabsorbed.

In the meantime, however, it is of critical importance that the practice of direct action increases in quantity, quality and intensity. This is the very least we can do for our comrades that are sequestered, for now, in the State’s cages. It goes without saying that as many years in prison that might be stuck to us, as many of us that might be arrested, we will continue to lean the head over only to smash skull.

I take the opportunity from these lines to send my solidarity and my complicity to all the comrades searched, investigated and incarcerated in this latest wave of repression. Let’s hold strong and fight for permanent social conflict, for insurrection, for anarchy.

Alessio

To write to him:
Alessio Del Sordo, c.c. via Pianezza 300, IT-10151 Torino

 

http://en.contrainfo.espiv.net/2012/06/30/italy-december-2009-arrestees-write-about-their-appeal-trial-on-june-28th-in-athens-greece/

 

 

 

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