Chiamata per la solidarietà ai prigionieri politici bielorussi

 

–riceviamo e pubblichiamo;

da Libcom

E ‘passato molto tempo dall’ultima chiamata di solidarietà per gli anarchici bielorussi (http://abc-belarus.org/?p=133&lang=en). Oggi dobbiamo ammettere che la nuova ondata di solidarietà è urgente e importante per un aiuto a chi è dentro la prigione. Ecco perché vi chiediamo di partecipare a delle giornate di azione di solidarietà per i prigionieri politici bielorussi (dal 30 giugno al 2 luglio).

Gli attivisti Ihar Alinevich, Mikalai Dziadok, Artsiom Prakapenka, Pavel Syramolatau, Aliaksandr Frantskievich, Jauhen Vas’kovich, che sono stati arrestati tra l’autunno del 2010 e l’inverno del 2011 e poi condannati da 3 a 8 anni di carcere nel maggio 2011 per una serie di attacchi allo Stato e ai simboli del capitale, stanno finendo il loro secondo anno in prigione. Durante questo periodo i loro compagni e parenti hanno fatto del loro meglio per aiutarli a sentirsi a proprio agio in prigione o in semi-libertà. Nell’ottobre 2011 sono stati riconosciuti prigionieri politici da varie organizzazioni per i diritti umani. Questo fatto ha dato loro maggiori possibilità di essere liberati al più presto, perché al momento il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, affronta la pressione da parte dell’Unione europea con le esigenze di liberare tutti i prigionieri politici e depenalizzarli. Da agosto 2011 ha già perdonato più di 30 di loro, ma a nessuno dei nostri compagni è stata concessa la libertà. Lukashenko ha dichiarato pubblicamente, che egli perdonerà solo quelli scriveranno una petizione per il loro perdono, ammettendo così la loro colpa e chiedendo a lui personalmente la misericordia. Tutti gli altri rimarranno in prigione, ha affermato. In effetti, due compagni, Mikalai Dziadok e Alexandr Frantskevich, avevano già chiesto se volevano firmare la petizione nel mese di agosto 2011, ma essi si sono rifiutati di farlo. Ora ci sono 13 prigionieri politici non rilasciati in Bielorussia, tra loro ci sono 5 nostri compagni e in più uno è in carcere, per azione di solidarietà a costoro. Siamo sicuri che nessuno di loro chiederà pietà, perché sarebbe una vergogna per un anarchico o una qualsiasi persona onesta. Tutti i prigionieri hanno sperimentanto in prima persona i metodi di repressione da parte dell’amministrazione delle carceri dove sono detenuti*, perché Lukashenko vuole essere il vincitore in questa situazione e fare come se non fosse l’Unione europea a costringerlo a liberare i prigionieri politici -per il timore di sanzioni politiche ed economiche- ma come se fosse la sua buona volontà nel perdonarli. Ci opponiamo con forza al fatto che i nostri compagni sono ora oggetto di scambi di prestazioni con l’Unione europea e condanniamo la pressione repressiva che sperimentano su loro stessi *. Chiediamo a tutti di protestare contro questa tortura ed esigere la liberazione immediata dei prigionieri politici in Bielorussia, tra cui gli anarchici.

Accogliamo con favore azioni di solidarietà di ogni genere a partire da ora, per aumentare i solidali durante quei giorni. Ti chiediamo anche di fare azioni di solidarietà, almeno una volta al mese se è possibile, anche dopo i giorni di solidarietà. Abbiamo bisogno di una pressione costante sul regime e sui politici europei in questa situazione. Che sia un non-stop continuo di azioni in tutto il mondo, fino a quando i nostri compagni saranno liberi!

Croce Nera Anarchica Bielorussia
Amici e parenti degli arrestati

* I casi di pressione sui prigionieri comprendono: trasferimenti ad altri istituti di pena, la privazione di approvvigionamento alimentare da fuori, tagli per le date (incontri) con i parenti, privazione di telefonate, ritardi e lacune nella fornitura di lettere, isolamento, trasferimenti in impianti con regimi speciali, ecc
(tradotto da (A)rete nei Cirenaici)

 

 

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