vecchi comunicati della FAI (informale)



Comunicato di Narodnaja Volja / FAI

fonte: Bollettino speciale di Croce Nera Anarchica, luglio 2005

Abbiamo colpito alcuni ingranaggi della macchina delle espulsioni

Contro gli omicidi di Latifa Sdairi. Ibracheihk Fal e Mamadoudiagne

X l’immediata chiusura di tutti i cpt a partire da via Corelli

Nessuno si illuda che la nostra lotta si esaurisca in questa azione

 

 

Comunicato della Federazione Anarchica Informale/Cellule armate per la solidarietà internazionale

fonte: Bollettino n. 8 della Croce Nera Anarchica, febbraio 2005

Non ci sono mezzi pacifici, legali per uscire da questa situazione.

Contro la forza fisica che ci sbarra il cammino c’è solo l’appello alla forza fisica,

solo alla rivoluzione violenta.

Errico Malatesta

Abbiamo attaccato alcuni tra i diretti responsabili della violenza e del terrore di Stato, gli esecutori materiali delle torture e dei soprusi che quotidianamente si consumano nelle carceri e nelle caserme nei confronti di chi si ribella e non subisce passivamente il dominio dello Stato e la repressione dei suoi servi in divisa. Ci auguriamo che questa azione sia incisiva tanto quanto comunicativa, in grado di vendicare ogni violenza subita e di terrorizzare coloro che con la violenza legittimano il loro potere.

In questo modo vogliamo proseguire la campagna rivoluzionaria contro il carcere iniziata con l’attacco al DAP nell’aprile scorso ed arricchitasi del contributo dei compagni di Solidarietà Internazionale.

Solidarietà ai prigionieri in lotta contro le torture, i moduli di isolamento e le brutalità del sistema carcerario.

Solidarietà agli anarchici colpiti dalla repressione in Italia, Spagna, Germania e in ogni parte del mondo.

Ai protagonisti delle varie operazioni repressive, magistrati, sbirraglia varia, ed altri loro collaboratori, diciamo: il vostro colpire nel mucchio non farà che accrescere la nostra rabbia, sempre pronta a esplodervi tra le mani in qualunque posto vi troviate. Non ci fermerete.

Viva la FAI Viva l’Anarchia

Federazione Anarchica Informale/Cellule armate per la solidarietà internazionale

 

 

Comunicato della FAI/Solidarietà Internazionale

fonte: bollettino n. 8 della Croce Nera Anarchica, febbraio 2005

Noi portiamo un nuovo mondo qui, nei nostri cuori.

Quel mondo sta crescendo in questo istante.

B. Durruti

 

Milano – Nella notte fra domenica e lunedì con due esplosioni abbiamo cercato di stanare la sbirraglia del lager di S. Vittore in solidarietà:

– con gli anarchici detenuti in Italia, Svizzera, Spagna e Germania

– con quanti lottano nei moduli FIES delle prigioni spagnole

– con quanti subiscono torture e violenze quotidiane nelle carceri

Con questo attacco vogliamo aderire alla campagna di lotta contro carceri e carcerieri lanciata dalle Cellule Armate per la Solidarietà Internazionale/FAI e rispondere alla chiamata alla solidarietà con i prigionieri anarchici in Italia e Germania. Non è nostra intenzione dilungarci qui sulla necessità di distruggere tutte le carceri, pilastri del sistema repressivo necessario a mantenere una società basata su autorità e sfruttamento. Esse assieme a sbirri, magistrati e soldati sono il baluardo fortificato dietro cui i potenti stanno asserragliati, qualsiasi sbrecciatura gli sfruttati creino in questi muri ne avvicina la demolizione. Il nostro rifiuto di quel coacervo di cemento e dolore che sono le galere non ammette mediazioni così come la nostra dinamite non fa distinzioni tra guardie più o meno buone, più o meno coscienti dell’infamia rappresentata dalla divisa che indossano. Noi colpiamo tra quell’ammasso di appendici umane ad un mazzo di chiavi e ad un paio di manette, come la repressione colpisce nel mucchio dei compagni anarchici. In riferimento all’operazione “Cervantes” che ci ha chiamato in causa, direttamente e confusamente, vogliamo fare un po’ di chiarezza. I magistrati elencano una lunghissima serie di attacchi contro il dominio avvenuti negli ultimi anni, alcuni rivendicati da differente gruppi, alcuni anonimi unificandoli come tutti riconducibili alla FAI, attribuendogli in tal modo d’ufficio un’appartenenza appetibile ai fini repressivi. A tali miseri figuri dalle capacità intellettive sostituite da un chiavistello l’invito a riprendere in mano la grammatica, indi ridare un’occhiata a quanto abbiamo scritto nel documento “lettera aperta al movimento anarchico e antiautoritario” in cui spiegavamo i motivi della nascita della FAI piuttosto che dar sfogo ai loro istinti forcaioli. Ai compagni e ai ribelli ancora una volta ribadiamo che le azioni della FAI sono solo quelle fatte da coloro che ne condividono il progetto e scelgono di firmarle anche come tali. La struttura minima che ci siamo dati assieme ad altri compagni non ha mire egemoniche, qualsiasi tensione accentratrice ed autoritaria è lontana dalla nostra etica anarchica. E’ uno strumento utile a moltiplicare i percorsi e l’intensità dell’attacco. Non è nostro interesse contribuire a creare un forte gruppo a cui, ammirati o intimoriti, si guardi a distanza; cerchiamo di intrecciare i fili della rivolta concorrendo a tenere aperta la possibilità della rivoluzione sociale.

LIBERTA’ PER TUTTI I RIVOLUZIONARI PRIGIONIERI!!!

FUOCO ALLE CARCERI E AI CARCERIERI!!!

LA RIVOLTA E’ CONTAGIOSA E RIPRODUCIBILE!!!

N.B.: Invitiamo calorosamente, per evitare spiacevoli conseguenze, pompieri, personale medico e di pronto soccorso, curiosi e passanti, proprietari di auto troppo apprensivi, ecc., a tenersi alla larga da dove esplodono e/o si incendiano auto, moto, bici et similia, specie in prossimità degli edifici del dominio. Lasciate che siano solo le forze dell’ordine ad avvicinarsi, se proprio scoppiano dalla curiosità di vedere che succede.

FAI/Solidarietà Internazionale

1° cestino – Portavivande con polvere nera

2° cestino – Caffettiera con parte superiore segata ripiena di dinamite

 

 

 

Documento-incontro Federazione Anarchica Informale a 4 anni dalla nascita

QUATTRO ANNI…DICEMBRE 2006

– 4 anni sono passati dalla “Lettera aperta al movimento anarchico e antiautoritario” e della nascita della Federazione Anarchica Informale (Dicembre 2003).

– 4 anni dai pacchi regalo all’Unione Europea e a Prodi…e…a posteriori…sorge il rimpianto di aver avuto troppi scrupoli nel rovinare la giornata a qualche “innocente” segretaria…se al posto del clorato avessimo usato la dinamite…

– 4 anni sono passati, ed in questi 4 anni 6 gruppi si sono uniti alla “nostra” proposta iniziale: FAI/Cellule Armate per la Solidarietà Internazionale, FAI/Cellule Metropolitane, FAI/Nucleo Rivoluzionario Horst Fantazzini, FAI/Narodna Volja, FAI/Rivolta Tremenda, FAI/Rivolta Animale.

– 4 anni sono passati, dove abbiamo sperimentato sulla nostra pelle il piacere di veder concretizzarsi e “autocostruirsi” un reale progetto di organizzazione informale insurrezionale.

– In questi 4 anni abbiamo portato a termine 7 campagne rivoluzionarie.

– In questi 4 anni abbiamo portato a termine almeno 30 attacchi tra esplosivi e incendiari a cose e/o persone…senza discriminare gli uni o gli altri, alcuni mirati all’eliminazione di una manciata di manovali della repressione:

COME E’ COMINCIATA
– Ottobre 1999: Pacchi bomba all’Ambasciata e Camera di Commercio Greca di Madrid, bomba ad una filiale della City Bank di Barcellona in Spagna. Bomba all’ufficio del Turismo Greco e pacco bomba alla caserma dei carabinieri del quartiere Musocco a Milano. Tutte le azioni sono realizzate da Solidarietà Internazionale in appoggio dell’anarchico greco Maziotis che era stato arrestato per alcune azioni realizzate ad Atene.

– 25 Aprile 2000 Pacco bomba ad un giornalista della Razon di Madrid in solidarietà con i detenuti del FIES.

– 25 Giugno 2000 Ordigno incendiario nella chiesa di Sant’Ambrogio a Milano, depositato da Solidarietà Internazionale per i detenuti FIES.

– 7 Giugno 2000 Due bombe al tribunale di Valencia in Spagna, sempre Solidarietà Internazionale in appoggio alla lotta del detenuti FIES.

– 18 Dicembre 2000 Dinamite sul Duomo di Milano. Azione di Solidarietà Internazionale per la lotta contro il regime di detenzione FIES.

– Luglio 2001 Pacchi bomba e incendiari ai Carabinieri (1 ferito), alla Prefettura a Genova, alla redazione del TG 4 e al Leoncavallo (pacco pieno di merda di cane) a Milano, alla Benetton a Ponzano Veneto e al sindacato dei secondini di Barcellona. A Bologna viene lasciata una bicicletta bomba per gli agenti di polizia. Tutte le azioni sono realizzate dalla Cooperativa Artigiana Fuoco e Affini (Occasionalmente spettacolare) contro il vertice del G8 che stava per tenersi a Genova.

– 25 Febbraio 2002 Motorino bomba nei pressi del Ministero dell’Interno a Roma, a colpire è la Brigata 2° Luglio per ricordare degnamente l’uccisione di Carlo Giuliani e di un ragazzo rom ucciso ad un posto di blocco.

– 10 Dicembre 2002 Due bombe esplodono nei pressi della Questura di Genova, è la Brigata 20 Luglio sempre in memoria di Carlo Giuliani e contro la violenza delle forze dell’ordine.

– Dicembre 2002 Vengono spediti cinque pacchi bomba a sedi dell’Iberia, alla redazione de El Pais, alla Rai a Roma e al TG 5 a Milano per sostenere la lotta dei prigionieri FIES. L’azione è realizzata dalle Cellule Contro il Capitale, il Carcere, i suoi Carcerieri e le sue Celle.

– 17 Giugno 2003 Bomba contro l’Istituto Cervantes di Roma, attacco realizzato dalle Cellule Conto il Capitale, il Carcere, i suoi Carcerieri e le sue Celle in solidarietà con la lotta contro il FIES.

– 8 Ottobre 2003 Bomba contro la sede Iberia a Roma, a colpire sono le Cellule Armate per la Solidarietà Internazionale sempre in appoggio alla lotta contro il FIES.

NASCE LA FEDERAZIONE ANARCHICA INFORMALE
– 21 Dicembre 2003 Due bombe esplodono nei pressi della casa di Bologna di Prodi allora presidente dell’Unione Europea. Dopo pochi giorni il maiale riceve anche un pacca incendiario. Nei giorni seguenti vari pacchi bomba raggiungono diverse istituzioni europee: Banca Centrale Europea, Europol, Eurojust, ufficio al capogruppo del Partito Popolare Europeo, ufficio di un membro del Partito Socialista Europeo. Tutte le azioni, che segnano la nascita della FAI, sono indirizzate contro l’Unione Europea.

– 30 Marzo 2004 Due bombe contro il commissariato Sturla di Genova, azione realizzata dalla FAI/Brigata 20 Luglio.

– 02 Aprile 2004 Due pacchi bomba vengono spediti a dirigenti del DAP dalla FAI/Cellule Armate per la Solidarietà Internazionale.

– 8 Novembre 2004 Bomba contro una sede Manpower di Milano, azione realizzata dalla FAI/Cellule Metropolitane.

– 10/11 Dicembre 2004 Pacchi bomba alla sede del SAPPE e all’Associazione Nazionale Carabinieri di Roma inviati dalla FAI/Cellule Armate per la Solidarietà Internazionale.

– 2004 Azione esplosiva contro un allevamento di animali da pelliccia in provincia di Cremona realizzata dalla FAI/Rivolta Animale.

– 3 Marzo 2005 Attacchi con esplosivo alle caserme dei Carabinieri di Pra e Voltri a Genova e presso la caserma di via Monti a Milano, minacce al Festival di Sanremo. L’azione viene realizzata dalla FAI/Brigata 2° Luglio e dalla FAI/Cooperativa Artigiana Fuoco e Affini (Occasionalmente spettacolare) in ricordo di Marcello Lonzi ucciso dai secondini e contro il carcere.

– 6 Marzo 2005 Bomba contro il Tribunale di Ostia a Roma, l’azione è realizzata dalla FAI/Nucleo Rivoluzionario Horst Fantazzini.

– Maggio 2005 Tre pacchi bomba inviati dalla FAI/Narodna Volja al gestore del CPT di Modena, alla Questura di Lecce e ai Vigili Urbani di Torino campagna di solidarietà alle lotte dei migranti.

– Ottobre 2005 Due bombe contro la sede dei RIS di Parma e pacco bomba a Cofferati sindaco di Bologna. Azioni realizzate dalla FAI/Cooperativa Artigiana Fuoco e Affini (Occasionalmente spettacolare).

– 2 Giugno 2006 Due bombe contro la scuola allievi Carabinieri di Fossano, azione realizzata dalla FAI/Rivolta Anonima e Tremenda.

– Luglio 2006 Tre pacchi bomba inviati dalla FAI/Rivolta Anonima e Tremenda a Beppe Fossati direttore di Torino Cronaca, alla ditta Coema che lavora al raddoppio del CPT di Torino e a Chiamparino sindaco di Torino.

– In questi 4 anni, nonostante le mancanze tecniche e di comunicazione, abbiamo comunque fatto filtrare attraverso le maglie medianiche un messaggio chiaro: chi sono e cosa combattono gli anarchici; aumentando realmente le possibilità di comunicazione in fasce sociali che ci sarebbero diversamente precluse, perché difficilmente avvicinabili.

– In questi 4 anni nessun gruppo è stato individuato e distrutto dal nemico.

– In questi anni non siamo cresciuti come avevamo messo in conto, nè siamo riusciti, a parer nostro…e speriamo di essere presto smentiti, ad aprire una breccia consistente tra i nuovi arrivati all’idea anarchica, ammorbate sul nascere tra vecchie organizzazioni di sintesi che di organizzativo hanno mantenuto solo la struttura e nuovi incendiari a parole, che spaventano solo per la retorica rivoluzionaria paternalista con gli “ultimi” e di fatto indolore per i “primi”…

– In questi anni non siamo riusciti a far uscire fuori dai confini del movimento di lingua italiana il nostro progetto organizzativo.

Queste alcune considerazioni, da qui partiamo per migliorare ed aprirci nuove strade…chi vivrà vedrà!

Natale 2006, Paperopoli casa di paperino.
Partecipano COOPERATIVA ARTIGIANA FUOCO E AFFINI, BRIGATA 20 LUGLIO, CELLULE CONTRO IL CAPITALE, IL CARCERE, I SUOI CARCERIERI E LE SUE CELLE, SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE

Alcuni compagni che fanno parte dei gruppi fondatori della FAI Federazione Anarchica Informale, hanno deciso di incontrarsi per approfondire alcune considerazioni emerse all’interno dei gruppi. Tutti assieme hanno scelto di rendere pubblica la loro discussione, facendo circolare il più possibile la trascrizione dell’incontro. La trascrizione, a parte alcune omissioni dovute ad ovvi motivi di sicurezza, rispecchia esattamente il tono colloquiale e diretto dell’incontro, la scelta di rifiutare burocrazia e formalismi, come nella parte restante della nostra vita….

QUI – L’idea di Pippo di registrare e sbobinare l’assemblea mi piace, piace anche a Quo e Qua, per noi ne vale la pena anche se rischiamo di essere scoperti (fischi corna e scongiuri…) basta che Pippo, visto che si è offerto volontario (risa) si preoccupi di togliere tutte le chiacchiere di troppo, e di distruggere subito la registrazione.

PIPPO- Si certo la mia idea iniziale era di tirare fuori alcune questioni che noi non riusciamo mi a esprimere nel modo giusto, insomma, le cose fondamentali, quelle che ci fanno girare i coglioni quando le sentiamo dire o le leggiamo da qualche parte… Si, tipo far vedere a sto cazzo di movimento che non siamo fantasmi venuti dal nulla (risate…“ma che ti sei visto!?”…) vabbè a parte gli scherzi che prima di fare un’azione ci pensiamo mille volte e cerchiamo di lasciare al caso il meno possibile…Altro che indiscriminate…sono azioni talmente controllate che non siamo riusciti ancora a fare quello che ci piacerebbe…(risate). Poi non c’è niente di oscuro e clandestino nel nostro modo di vivere, la maggior parte di noi, sto parlando di quelli che conosco, dei gruppi fondatori viene dal movimento ci vive, conosce questa realtà, a volte pure facendo parte di situazioni, lasciamelo dire di merda, non so come fai…

PAPERINO- …lasciamo perdere, è una lunga storia…

PIPPO- A parte le frecciate a Paperino, mi spiego meglio mi capita troppo spesso di leggere o sentire commenti e dubbi orrendi su di noi e su quello che facciamo. La roba del tipo “provocatori” o “servizi segreti” per intenderci, oltre alla visione miope e opportunistica di quello che facciamo e diciamo. Così trascrivendo questo incontro, magari risultano più chiare alcune nostre dinamiche interne, i ragionamenti, i nostri rapporti…Questo anche per i compagni dei gruppi che non conosciamo.

NONNA PAPERA- Io ho ancora dei dubbi sul trascrivere questo incontro, non sarebbe meglio un’autointervista: ogni gruppo risponde a domande precise da tutti. Almeno evitiamo di fare una trascrizione che sarebbe falsata sicuramente per motivi di sicurezza.

PAPERINA- No, l’assemblea riportata su carta è più spontanea, chiarisce meglio la nostra realtà. Facciamo un giro di correzioni, passando ai diversi gruppi, così in un paio di settimane abbiamo lo scritto pronto per essere spedito. Paperino ed io ci occuperemo della stampa e della spedizione abbiamo un PC nuovo, pronto da rottamare (risate) però dovremo dividerci le spese di spedizioni, perché c’è molto da fare…

QUI- Vediamo i punti da toccare in quest’assemblea, è importante scegliere cosa socializzare, anche in forma frammentaria, potrebbe aiutare noi a farci capire meglio in generale, e poi io ho una voglia incredibile di comunicare con i gruppi che ci hanno seguito nella FAI, magari con un diffusione capillare riusciamo a raggiungerli e loro potrebbero comunicare con lo stesso metodo.

ARCHIMEDE- Una cosa bella per me di quest’esperienza è la sperimentazione, il mettere in pratica cose di cui prima parlavo solamente, unire pensiero e azione, evitare quel dualismo schizofrenico tra ciò che si dice e ciò che si fa. Per non parlare poi di una schizofrenia, un’alienazione più profonda: non poter parlare chiaramente con i compagni che ci sono attorno e che non sono dei nostri gruppi, non poter dire fino in fondo come la si pensa se no si rischia di esporsi e far rischiare i compagni. Insomma questa prudenza continua, quando a volte vorrei urlare in faccia alle persone le mie ragioni, questa cautela mi dilania.

QUA- Beh, anch’io provo cose simili ma ne soffro di meno…comunque, tornando al documento, come abbiamo intenzione di spedirlo? La stampa anarchica scarseggia, quella disposta a pubblicare testi che gli spediscono è poca e non è neppure giusto trasformare i compagni in bersagli della repressione, come spesso accade. Poi ci sono quelli che appena arriva qualcosa svengono e corrono dagli sbirri…Internet per noi, che con l’informatica siamo a zero, è un problema. Poi, dopo che hanno perquisito il server di indymedia per la rivendicazione delle bombe all’Unione Europea, sarà difficile che qualcuno si prenda la responsabilità di pubblicare nostri scritti…

PAPERINA- …E la libera informazione democratica, internet per tutti? (risate)

QUA- A parte le battute per me la comunicazione e la censura, quindi…sono problemi fondamentali… Una delle critiche più valide che ci è stata fatta riguarda proprio i veicoli per comunicare e la possibilità che i nostri comunicati siano falsificati dal potere, cioè che vista la nostra informalità e la volontaria non comunicazione diretta tra i nuovi gruppi, potrebbero creare falle e annientarci a livello comunicativo con false azioni e rivendicazioni.

PAPERINA- Per me non esiste un problema simile, in questi tempi è fantapolitica. Cioè o cercano di censurare, cioè cercano di non far pubblicare sui quotidiani le rivendicazioni che arrivano (e anche questo è difficile con i giornalisti che si buttano su qualsiasi notizia un po’ succosa) oppure la comunicazione riusciamo a farla filtrare da qualche parte tra le maglie del sistema.

QUI- Condivido parte di quello che ha detto Qua: comunicare bene è fondamentale. Le potenzialità di alcune azioni è stata limitate proprio dalla mancata diffusioni di gruppi nuovi o avvenute in provincia (risate). No, non ridete a volte a livello locale è più facile censurare prima di far finire nel gran circuito nazionale della comunicazione. Anche se non c’è una regola precisa, noi abbiamo sbagliato all’inizio dando poco peso alla comunicazione; sottovalutando in maniera superficiale il momento di gestire la rivendicazione abbiamo dimezzato l’effetto della nostra “moto bomba” al Ministero degli Interni. Bisogna inventarsi qualcosa di nuovo, forzare sulla spettacolarizzazione della azioni per far si che sia impossibile che i mass media censurino, inoltre dovremmo imparare ad usare meglio i mezzi informatici. Certamente vista la stupidità degli investigatori non possiamo delegare la diffusione delle nostre idee alla sola stampa di movimento. Per quanto riguarda eventuali rischi di provocazioni portate avanti usando la nostra sigla, sta a noi con la chiarezza delle azioni di avere la capacità di scoraggiare o rendere inefficaci le provocazioni, per il momento comunque questo problema non si è verificato.

PIPPO- Si la solita menata degli infiltrati e delle provocazioni…Tutte le cazzate che devo sentir, non solo dai nostri omini (risate “guarda che si offendono”) ma pure da persone che, almeno in teoria, certi meccanismi dovrebbero capirli…Che i moderati piangano (risate) per me è normale, è sempre stato così…non ho capito però perché si scaldano tanto certi pensatori (“che vuoi dire?”) ma si pensatori dal cervello piccolo, senza pensieri dentro, solo un paio di concetti base tipo “Gli anarchici non fanno…” per loro l’unica cosa che gli anarchici possono farsi, sono le seghe…(risate…) Comunque mi è bruciato molto vedere forme di dissociazione, di rifiuto della lotta da parte di compagni che a parole si dicono radicali. Da quando abbiamo iniziato a muoverci, e da quando si è alzato il livello della repressione si sono verificati fenomeni strani, anche il termine “insurrezionalismo” che una volta usavano un po’ tutti, è diventato tabù se ne impadronita la stampa…

PAPERINO- Non possiamo pretendere che tutti condividano le nostre azioni, non mi interessa questo…l’importante è che non ci infamino con certe accuse, che non ci sia malafede negli attacchi critici.

PAPERINA- Sta attento a come usi il termine “infami” io lo uso solo per chi fa arrestare i compagni, non per le differenze di idee…

PIPPO- Ma se le differenze di idee vengono usate per additare persone?

PAPERINA- Per me non è ancora successo, se dovesse accadere sapremo come comportarci. Piuttosto per me è strano dire “non possiamo pretendere che tutti condividano le nostre azioni”, le azioni non le faccio per il mio piacere personale ma perché credo sia una lotta giusta, quindi vorrei che la maggior parte di compagni fossero d’accordo e le facessero propria, se no vivremo in un movimento di spettatori…

PAPERINO …Noi di Solidarietà Internazionale abbiamo sempre avuto come priorità il comunicare attraverso l’azione, propagandare con i fatti le nostre idee. Abbiamo scelto di amplificare lotte intermedie come quella sul FIES in Spagna, di solidarizzare con gli anarchici arrestati in Grecia e altrove. Spesso sia io e lei (Paperina) che gli altri compagni del nostro gruppo, ci siamo chiesti se quello che abbiamo fatto influisse positivamente sulle lotte portate avanti dai compagni, dai detenuti… Siamo arrivati tutti alla stessa conclusione: che un’azione concreta d’attacco vale sempre, dà sempre i suoi frutti anche se tecnicamente fallita… Non è solo importante far danni ma far passare il messaggio. Purtroppo alcuni nostri fallimenti tecnici, è chiaro che non siamo specialisti ma abbiamo lavorato con fatica per crearci i mezzi, hanno vanificato l’incisività di certe azioni che potrebbero essere stata mille volte maggiore. Voi in seguito siete stati tecnicamente migliori.

ARCHIMEDE PITAGORICO- Se non si hanno nozioni tecniche di base è sempre difficile e richiuso. A proposito alla fine dell’incontro vorrei socializzare con voi alcuni meccanismi…per me è importante parlare di questo e dimostrare che la facilità di reperimento dei materiali e la riproducibilità dei mezzi sono un dato di fatto.

QUO- Prima di addentrarci in questo, vorrei parlare ancora un po’ più di “teoria”, visto che quello che diciamo verrà diffuso mi interessa continuare a ribadire il motivo per cui continuiamo la propaganda armata un mezzo ancora utile per diffondere le idee anarchiche nell’occidente semi-pacificato del XXI secolo. Noi questo continuiamo a sostenerlo praticamente nelle azioni che portiamo a termine, voglio continuare a spiegare l’attualità e la giustezza anche in teoria. Per me troppi compagni, spaventati dal movimento che in questi anni si è ridotto e fermato, continuano (se posso dire così) a ripetersi il mantra del sociale, dell’accompagnare le -poche- lotte che sorgono spontanee senza fare mai il passo più lungo della gamba, appiattendosi su piattaforme di lotta spesso risibili. Non è che ho paura si sporcarmi le mani, ma non credo che sia utile alla progettualità rivoluzionari moderare il mio linguaggio o le mie azioni, bisogna avere l’onestà di dire e far vedere praticamente quello per cui lottiamo, saranno poi i singoli individui a decidere se stare dalla parte del potere o provare a lottare per una vita libera e degna di essere vissuta. Certo che questo da solo non fa la rivoluzione ma serve a gettare il seme di un modo vero e reale di combattere l’esistente, qualcosa per cui valga la pena di lottare.

PIPPO- Il nostro compito dev’essere, o almeno dobbiamo provarci, a buttare continuamente benzina sui piccoli fuochi di rivolta che si accendono qua e là. Visto che verrà trascritto tutto permettetemi di citarvi…(“permettiamo”risate) ora la vado a prendere… “Un pacco bomba ad un carabiniere e ad un pennivendolo asservito al potere o una bomba che provoca una semplice sbrecciatura nel muro di un carcere sono fondamentalmente utili, in un attivo evidenziano la vulnerabilità del dominio indicano chiaramente i nemici e la varietà dei mezzi per combatterli e soprattutto lasciano tutti liberi di valutare la possibilità di intervenire direttamente contro ciò che opprime!” (“AMEN” rumore di piatti, casino)

PAPERINO- Purtroppo in giro c’è ancora chi pensa che il conflitto sociale lo si possa innescare con la carta stampata, con proclami più o meno incendiari o peggio ancora facendo assistenzialismo, entrismo assistenzialista…si finirà per entrare nelle associazioni cattoliche…(risate). Non credo che la rivoluzione la faccia l’avanguardia armata e non è neanche auspicabile (“ma dov’è quest’avanguardia?” risate), ma non vi rendete conto a che livelli preteschi si è arrivati con la cosi detta lotta nel sociale.

ARCHIMEDE PITAGORICO- Vorrei ricollegarmi a quello detto da Pippo con alcune…precisazioni tecniche (risate). Eh si lo so è un vizio! Anche a me ha dato fastidio sentire critiche, soprattutto da certi ambienti dell’anarchismo che non sono certo alieni all’utilizzo dell’azione violenta in certi casi (almeno in teoria…risate), anche se mi sembrano un po’ ignorantelli o superficiali a sentire le critiche. Come fanno a pensare tutte le volte che arriva un pacco bomba all’incolumità del postino o della segretaria? Prima di tutto avranno ben visto che come molti di noi continuano a ripetere, nessun innocente si è mai fatto male, anzi a forza di mettere in atto cautele tecniche (tempi, luoghi, modalità e dosi di confezionamento) purtroppo la stiamo facendo scampare anche ai colpevoli… Come se un pacco che si incendia e non scoppia, sia un capriccio del caso e non la scelta di evitare di far male alla segretaria. Naturalmente speriamo lo spavento corso le faccia aprire gli occhi, una volta dissipato il fumo (risate) sull’istituzione per cui lavora, e le invogli magari a cambiare mestiere.

QUA- A me fanno imbestialire quelli che sminuiscono con falsa superiorità le azioni, prendendo magari per buone le cazzate dei giornali. Non li sfiora l’idea che se si nascondono due ordigni nei cassonetti dell’immondizia fuori da un carcere od una caserma e li si fanno esplodere a diversi minuti di distanza l’uno dall’altro non è per fare dispetto alla nettezza urbana ma per stanare e colpire qualche servo dello stato. Ci tengo a ripetere che se tali azioni sono fallite è da imputare solamente agli scrupoli eccessivi per non rischiare di coinvolgere passanti.

PAPERINA- Poi dobbiamo fare capire che anche quando un’azione fallisce rispetto al suo obbiettivo primario, crea comunque al potere numerosi danni economici e non solo. Ogni volta che ci avviciniamo a loro e gli depositiamo qualcosa sotto il culo li mettiamo comunque in pericolo e ridicolizziamo l’enorme apparato repressivo e di controllo che vantano di avere, per esempio le due bome a pochi metri dagli uffici dei RIS di Parma non devono essere stati uno scherzo per loro, peccato che la seconda non ha funzionato. (“sfiga” risa), queste azioni costringono il potere ad aumentare le misure di sicurezza…che tanto qualche nuovo ribelle riuscirà a superare.

NONNA PAPERA- Questo vale anche per un pacco inesploso: costringe gli aguzzini a vivere nella paura o sotto scorta e rende evidente a tutti l’infamità della loro attività. Un altro esempio è quello di Giovanardi, che vive sotto scorta da quando ha ricevuto dai nostri compagni della Narodnaja Volja/FAI un bel pacco regalo al CPT di Modena.

PIPPO- A proposito, a me piace la campagna contro il CPT di Torino, porta avanti dalla FAI/RAT, questi compagni hanno recepito bene la strategia che abbiamo utilizzato in questi anni, e cioè quella di portare avanti una lotta intermedia su contenuti rivoluzionari attraverso la radicalità dell’azione.

PAPERINA- Io invece devo dire che sono un po’ delusa dai risultati ottenuti sino ad ora: l’influenza sul movimento anarchico c’è stata, ma relativa, vedo uno stato letargico un po’ dappertutto non solo tra gli anarchici. Quando anni fa, con Paperino e pochi altri abbiamo fondato Solidarietà Internazionale, cercando di relazionarci abbiamo corso molti rischi, io mi aspettavo una crescita numerica maggiore, ho visto invece all’interno del movimento molti vecchi compagni rimanere al palo, immischiarsi in derive istituzionali o chimerici bagni nel sociale. Sarà banale ma la penso così!

ARCHIMEDE PITAGORICO- I numeri secondo me non contano, quando si parla di incidere nel sociale, di fronte a milioni di persone essere un movimento di 300 o 3000 non cambia, quello che conta è la qualità delle azioni che vengono fatte.

PAPERINO- Per me la qualità delle azioni è proporzionale al numero dei compagni coinvolti…da solo si fanno delle belle cose ma poi si finisce a dare cornate ai muri come tori infuriati, ci si fa più male che altro. Bisogna ampliare il coinvolgimento di compagni, è linfa vitale in questo momento.

PAPERINA- Ora si incazzeranno in molti! Anche all’interno del mio gruppo. Per me bisogna abbassare e diversificare il livello delle azioni, ora stiamo tutti rincorrendo l’obbiettivo di far fuori un servo dello stato…è giusto ma se ci limitiamo a questo degli anarchici, che non sono tra noi, possono rimanere spiazzati, non voglia dire che si impauriscono ma…

PAPERINO- No è cosa? (risate, battute)

PAPERINA- Non è semplice è c’è poco da ridere, sono spiazzata, tra chi blatera di provocazioni e chi si butta sulle lotte più astratte non riescono più a leggere bene la realtà che vivono. Guardate quello che è successo in Val Susa, per la lotta contro il TAV, ci si è interessata un ventagli sociale e politico vastissimo, dai sindaci ai cattolici, dai fascisti agli anarchici, li ha messi d’accordo una sola cosa… è bastato un candelotto esplosivo per farli gridare tutti allo scandalo (anarchici compresi)

ARCHIMEDE PITAGORICO- Secondo me il problema è opposto. Dobbiamo far vedere che facciamo sul serio, che non ci nascondiamo dietro cervellotici ragionamenti e non abbiamo problemi a passare all’attacco anche a rischio di giocarsi la vita!

PAPERINA- Che retorica del cazzo!

ARCHIMEDE PITAGORICO- Lasciami finire, il problema è un altro, abbiamo scrupoli non ci spingiamo mai oltre. Bisogna essere più efficaci, non lesinare con gli esplosivi e non aver paura di rischiare di far male ad una segretaria se l’obbiettivo è uccidere il padrone.

QUO- E’una questione di mezzi, bisogna usarne di più selettivi: pistole non esplosivo. Chiunque riesce a procurarsele, noi invece andiamo avanti a dinamite, diserbante e qualche manciata di polvere nera. Io parlo per il nostro gruppo, ne abbiamo già discusso, abbiamo deciso di procurarcele e iniziare ad usarle.

ARCHIMEDE PITAGORICO- Non è questo il problema, io so come fare a farvele avere, da parte mia mi sembra di essere l’unico qui ad agire anche individualmente, per quanto ne so è meglio la buona vecchia dinamite: riesco a gestire tranquillamente l’azione e i tempi di fuga e soprattutto ha un maggiore effetto, spaventa di più insomma. E poi, lo ripeto il rischio di venire presi è molti minore, non possiamo permetterci di cadere siamo pochi e quindi, non ridete, preziosi.

PAPERINA- Bah, a parte salvare i gioielli di famiglia…non credo che i rischi con l’esplosivo siano bassi. Noi non siamo degli esperti, continuo a dirlo, però pur usando tutte le precauzioni del caso, una volta per colpa di un circuito elettrico isolato male stavamo per saltare in aria…non sto scherzando io già quella volta mi ero ripromessa di mollare con le bombe e usare le pistole, non per uccidere però!

ARCHIMEDE PITAGORICO- Come cazzo le vuoi usare, come fionde?

PAPERINA- Colpire senza uccidere è chiaro! Non perché non mi farebbe piacere uccidere qualche porco, ma per il solito, vecchi discorso…Insomma la repressione si scatenerebbe in maniera indiscriminata…

ARCHIME PITAGORICO- La repressione è sempre indiscriminata e poi gli anarchici devono essere pronti a sostenerla, mi dispiace per le retate di compagni, ma è sempre stato così, soprattutto con i giornali, le casse di solidarietà e compagnia bella…

PAPERINA- Che vuoi dire? Meglio loro che noi!? Sei scemo, non ti rendi conto che si i giornali chiudono le realtà di movimento si disgregano è un danno per tutti!

PAPERINO- Si ma non è colpa nostra, se gli anarchici fanno bene il loro mestiere è chiaro che il sistema si difende, quelli che per primi finiscono in gabbia sono i migliori tra quanti lavorano alla luce del sole.

QUI- Ma che dite? Se si spara arrestano tutto il movimento? Cazzate… E poi quando i comunisti hanno sparato, non hanno fatto retate nell’intero movimento, mi sembra? Al limite sono stati linciati mediaticamente come relitti del passato!.

PAPERINA- Non parliamo di relitti del passato che è la critica buona per tutti i rivoluzionari anche per noi, da qualsiasi intellettualino di sinistra che così può dedicarsi all’uncinetto senza problemi di coscienza…

ARCHIME PITAGORICO- Fammi spiegare non è per cinismo che dicevo che la repressione è indiscriminata. Noi con le nostre esplosioni e tutti gli anarchici e ribelli sociali che praticano azioni contro il dominio, contribuiamo ad alzare il livello della repressione. Nello stesso momento chiunque in questo periodo sceglie di propagandare determinate idee con giornali, circoli, via internet, è consapevole di finir nell’occhio del ciclone, che a noi piaccia o meno!

PAPERINA- Si, io comunque per il futuro cercherò una progettualità diversificata, anche con nuovi compagni, azioni forse meno spettacolare che salire sul tetto del Duomo (Milano) ma più diffuse, più riproducibili, anche se la parola non mi piace. Più veloci in termini di progettazione ed esecuzione, per capirci piccoli ordigni incendiari a pioggia sul territorio, pentole piene di benzina e bombolette del gas, insomma il KIT base del fai da te del piccolo anarchico! (risate)

PAPERINO- Si, lo abbiamo deciso con gli altri compagni di Solidarietà Internazionale che hanno preferito non venire… Sia per fedeltà allo statuto (risate) e soprattutto perché almeno tra noi abbiamo deciso di non rischiare mai di circolare assieme in più di due o tre persone per evitare troppi danni, se le cose si mettono male! Dicevo, non condivido tutto quello che dice Paperina, soprattutto non capisco perché un morto saltato in aria sia meno portatore di repressione di un morto sparato… condivido e metteremo in pratica la scelta di ampliare e diversificare le azioni…

ARCHIMEDE PITAGORICO- Allora buona fortuna, ma guardate che pure morire abbrustoliti è possibile…

PIPPO- Cerchiamo di tornare ai punti base, piuttosto che alle teorie sulla morte migliore (sic.). Maggior eclatanza e forza hanno le azioni, maggior numero di oppressi ne avrà notizia. Il nostro referente non può essere il movimento, è un ambito troppo ridotto e poco significativo, l’obbiettivo è comunicare nella società nella maniera più ampia a tutti gli oppressi.

NONNA PAPERA- Ricordati però che è dal movimento, cioè da quei compagni che consapevolmente hanno scelto di combattere l’esistente, che provengono quelli che le azioni le portano a termine.

PIPPO- Non è detto, e sicuramente non è sempre così. Poi, che ne sai che i gruppi nati in questi anni non siano composti da oppressi che abbiano scelto di ribellarsi? E poi qual è, dove comincia la differenza? E’ un discorso chi mi piacerebbe approfondire, a rischio di essere banale, magari non ora, ma secondo me, noi viviamo in tempi magri parlare di “movimento” ora non ha senso.

QUI- Chiamalo come vuoi gente-movimento-società, non mi interessa, per me il problema – e li ha ragione Paperina a sollevarlo- è che siamo in pochi e con il tempo rischiamo di diventare degli specialisti, è un rischio da evitare!

QUO- Magari fossimo degli specialisti, con tutte ste bombe e bombette in questi anni siamo riusciti a fare solo un paio di sbirri feriti! Fanno di più allo stadio la domenica!

QUI- Non è questo il problema, questo genere di conti non torna mai. Il punto è l’idea che ci sta dietro, bisogna riuscire a portare in un periodo di pacificazione sociale la scintilla che incendi la prateria, come si diceva un tempo!

QUO- Sei un poeta! Ma mi sembra che ultimamente l’unica cosa che prende fuoco per iniziativa popolare sono i campi nomadi!

QUI- Non fare il nichilista di merda… Ste cose dei campi nomadi sono pilotate dai fascisti, si stanno coltivando un po’ di manovalanza di destra e fanno ste cose sotto gli occhi delle telecamere.

QUO- No, sei tu che ti sbagli: la destra sta facendo un lavoro serio, da anni, sia i fasci vecchia maniera che i leghisti, per creare un’opinione pubblica qualunquista, forcaiola e stanno pure bene attenti a pompare su temi come salute, ecologismo, ecc. che una volta non erano terreno loro.

QUI- Sarà che non mi capacito che i fasci si stiano ricostruendo la base sociale, mentre noi negli anni scorsi avevamo avuto crescita reale siamo di nuovi al palo… Ma vi ricordate il periodo del G8? A Genova molti di noi ci sono stati ed è stato un momento bellissimo, anche le azioni di Genova e Bologna che avevamo portato a termine in quei giorni avevano un ottimo riscontro.

ARCHIMEDE PITAGORICO- Qua torniamo alla forza delle azioni, se al posto della polvere pirica, nel pacco aperto dal carabiniere di S. Fruttuoso ci fosse stata dinamite, le cose sarebbero andate meglio.

QUI- Si la febbre degli sbirri da alta sarebbe altissima, ma per farla altissima sarebbe stato meglio scendere in piazza non solo con la benzina ma con le pistole, i meccanismi di recupero fatti poi sarebbero stati più difficili.

ARCHIMEDE PITAGORICO- Ci serva da lezione la prossima volta

QUI- Comunque anche l’attacco successivo alla questura di Genova, quello fallito per un pelo, ha dato buoni risultati! Il movimento ara ancora colpito nel vivo dalle porcate della repressione, nel sociale la reattività era buona. Io personalmente ho sentito entusiasmo anche da quelli che ultimamente non fanno altro che criticare e fare distinguo su quel che succede.

QUO- Guarda che anche allora è andata così: tutti contenti per la bomba sotto il culo dei questurini poi è arrivata la rivendicazione e giù con i soliti distinguo… la paura di ritorsioni sbirresche sul movimento viene cervelloticamente mascherata da rifiuto ideologico delle rivendicazioni, perché l’azione non rivendicata è riproducibile, frutto del mare del sociale ribelle mentre quella con la firma è di un’avanguardia…ma questi sono solo giochi di parole..

PIPPO- Si ma tranquillo che non è per tutti così! In questi anni sono nati almeno sei nuovi gruppi, molte cose sono state fatte, il messaggio è passato per non parlare di tutte le azioni non rivendicate o diversamente rivendicate che continuano a succedere.

PAPERINA- Tra l’altro anche i comunisti si stanno muovendo negli ultimi mesi, ho letto di diverse azioni, una a Livorno una a Milano mi pare.

QUO. Paperina, anche io ho momenti di pessimismo, come tutti ma l’alternativa mi piace ancora meno… Non ho voglia di richiudermi in qualche circoletto frequentato da cervelli impolverati, non voglio più partecipare a manifestazioni che sembrano cortei funebri di un idea precocemente spirata, non voglio diventare l’assistente sociale degli oppressi, ne il gestore di un bar alternativo, visto che anch’io sono un oppresso, non mi resta che agire…è semplice.

QUI- Sai che è quello che stiamo continuando a fare, ma sai anche che non sempre nei luoghi, fra virgolette ufficiali di movimento si parla male di quello che facciamo.

QUO- Non mi interessano gli spettatori più o meno soddisfatti, e poi almeno io conosco quali ambienti fasulli siano alcuni di questi in realtà, dove si fanno i benefit per i carcerati (o meglio per gli avvocati dei carcerati) per poi demonizzare qualsiasi forma di azione reale che rompe gli schemi preordinati…

PIPPO- Prima di sputare sentenze pensa al positivo, la crescita anche se minima c’è stata. Almeno all’inizio sui giornali, su internet, nelle varie realtà di movimento un grosso dibattito si è aperto sul velleitarismo o meno della nostra lotta, non sempre le vecchie cariatidi sono riuscite ad impedire ai compagni più giovani di farsi qualche domanda, e non ti dimenticare che proprio tra i più giovani molti si sono avvicinati grazie all’onda lunga del G8, e a Genova le pratiche messe in atto non erano certo da pacifisti o da FAI–formali.

ARCHIMEDE PITAGORICO- Mi sembra impossibile che da organizzazioni di quel tipo, anche per caso possa uscire fuori qualcosa di vitale. Guardate che anche a livello di rapporti di base quello che stiamo vivendo tra noi è impensabile per chi vivacchia utilizzando l’anarchismo come un hobby e circoli ed occupazioni come un dopolavoro. Rischiare la libertà per le proprie azioni ti dona una profondità e naturalezza nell’agire “politico” che un qualsiasi militante della FAI ufficiale o scribacchino si sogna.

PIPPO- Ti chiudo qui questo momento lirico su anime e corpi liberati su cui tra l’altro sono d’accordo (applausi) per farvi notare alcune falle del sistema… La prima è che le campagne proposte al di fuori dei 4 gruppi fondatori non sono mai state appoggiate dagli stessi. Per esempio FAI/Rivolta Animale non ha avuto risposta alcuna, per quanto ne so io e neppure il gruppo FAI/Cellule Metropolitane, con i suoi attacchi alle agenzie interinali a Milano, anche se ha agito contemporaneamente con FAI/Solidarietà Internazionale con l’attacco al carcere.

PAPERINA- E’ stata una coincidenza -piacevole di sicuro- ma non ne sapevamo nulla.

PAPERINO- Un problema è sempre quello della comunicazioni, la notizia dell’attacco animalista noi l’abbiamo avuta in ritardo, i massmedia a livello nazionale non ne hanno parlato o ci è sfuggita subito, quando l’abbiamo saputo eravamo già impegnati su altro.

PAPERINA- Sicuramente l’informazione e la comunicazione sono i nostri punti deboli, ma questa apparente disgregazione è anche la nostra forza, il nostro punto di imprevedibilità. Se neppure noi a parte i pochi qui, ci conosciamo tutti e tanto meno riusciamo a capire la forza numerica e la collocazione dei vari gruppi e quello che bolle in pentola, figuratevi la repressione.

QUI- I massmedia possono censurarci, ma dal momento che lo stanno facendo è una vittoria per noi, dimostriamo che la loro libertà d’informazione, e sto parlando anche di certi canali alternativi è andata a farsi sfottere…

PIPPO- Ciò non toglie che se non fanno passare le rivendicazioni e se distorcono l’entità delle azioni possono crearci grossi problemi, l’informazione non la possono garantire i giornali di movimento o almeno non solo loro, altre alla repressione che gli si carica addosso hanno comunque una diffusione limitata. Con internet va un po’ meglio ma anche i siti di movimento non è che vengano visti da milioni di persone…

ARCHIMEDE PITAGORICO- Bisogna continuare ad insistere sulla spettacolarità sulla visibilità massima… Se i fuochi d’artificio sono potenti li vedono e sentono tutti, il gioco è fatto! Basta far capire che non sono poi così complicati da costruire!

PAPERINA- Intanto io continuo a pensare ai meccanismi della repressione, magari in scala più diffusa vorrei fare una campagna in solidarietà agli arrestati anarchici, di quelle classiche per intenderci…

ARCHIMEDE PITAGORICO- Di questo e dei particolari tecnici che volevo socializzare ne parliamo dopo ora vorrei fare un’ultima osservazione, ognuno per conto sui e Solidarietà Internazionale con la sua scelta di rendere più capillare la loro azione, io con i miei fuochi d’artificio, QUI QUO QUA con quello che riusciranno a trovare mi sembra che l’indicazione sia quella di continuare, qualcuno di noi ha parlato di meno, magari aggiungerà delle correzioni, per stanotte mi sembra che basti, a domani, ora BRINDIAMO ALLA RIVOLTA E ALL’ANARCHIA!!!!

fonte: http://switzerland.indymedia.org/fr/2007/03/47803.shtml

 

 

 

Comunicato della Federazione Anarchica Informale – Nucleo Rivoluzionario “Horst Fantazzini”

fonte: Il dito e la luna

6 marzo 2005 – Nella notte a Ostia, una pentola a pressione contenente diserbante è saltata in aria danneggiando in parte la facciata del tribunale e mandando in frantumi i vetri di alcune di alcune finestre dei palazzi circostanti. I quotidiani locali pubblicheranno in seguito la rivendicazione a firma “Federazione Anarchica Informale – Nucleo Rivoluzionario “Horst Fantazzini

Nella notte del 6 marzo noi della F.A.I. – N.R.F. abbiamo lasciato davanti l’ingresso principale del tribunale ordinario di Ostia un ordigno esplosivo composto da una pentola a pressione nascosta all’interno di un vaso di fiori. Abbiamo voluto colpire uno degli innumerevoli luoghi dove ogni giorno con cinica tranquillità la giustizia democratica elargisce anni e anni di galera per i non sottomessi. Rifiutando lo stato e le sue leggi non possiamo far altro che attaccarlo, infierendo con cinica tranquillità contro tutto ciò che lo tiene in vita. Con questa azione aderiamo alla campagna contro il carcere e i carcerieri lanciata dalla F.A.I. – C.A.S.I. Diamo piena solidarietà ai compagni arrestati nel processo Marini, ai quattro compagni arrestati per l’operazione Cervantes e agli anarchici arrestati a giugno in Germania

 

 

Comunicato delle Cellule contro il Capitale Carcere i suoi Carcerieri e le sue celle

(parte della rivendicazione – tratta da Il dito e la Luna)

“Oggi, 17/6/2003 alle ore 4 abbiamo colpito l’Istituto Cervantes uno dei simboli del dominio spagnolo presenti nel territorio italiano. Con questa azione rilanciamo con forza le rivendicazioni dei prigionieri Fies che continuano a lottare con dignità. Riteniamo necessario che ogni individuo non addomesticato dal falso benessere offerto dalla democrazia, esprima con l’azione la propria rabbia al fianco di ogni sottomesso. Ricordiamo a coloro che frequentano questa struttura complici di ogni tortura perpetrata all’interno delle segrete dello stato spagnolo, che ora sono sufficientemente coscienti dell’enorme gravità della loro indifferenza, non hanno alibi, che si preparino ad accettarne le conseguenze (…) non riconosciamo in una singola azione una vittoria, continueremo a disturbare i vostri sogni, i vostri interessi economici, la vostra tranquillità basata sulla certezza di una falsa impunità. Non tarderete a sentire le conseguenze di una vostra colpevole indifferenza”.

 

 

 

 

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