Bruno Filippi (1900 – 1919)

Il 7 settembre 1919 a Palazzo Marino (Milano), Bruno Filippi muore dilaniato dallo scoppio di un ordigno esploso accidentalmente prima del tempo. Sua intenzione era farlo esplodere presso il ristorante Biffi, luogo di ritrovo della Milano bene.

«Cani che leccate la mano di chi vi batte! Ed è per voi, proprio per voi che io dovrei insorgere?

(…)

Carogne imputridite nella rassegnazione

(…)

Neanche una sigaretta per voi. Io non voglio unirmi alla corte dei cortigiani del proletariato, che essi scusano, incensano, ornano di lauri. Lamentatevi della guerra, mentre siete voi i suoi autori e i continuatori perché la sopportate» (Arte libera di uno spirito libero).

«Non compiango i soldati che morirono per causa tua. La massa brutta, che si lascia trascinare al macello senza un moto di ribellione, che si lascia scannare così, senza un perché, che abbandona tutto ciò che ha di più caro, al semplice ordine di un foglio affisso ad una cantonata, è troppo vile: merita la morte, merita il coltello del boia. E tu povera Mata eri bella!» (In difesa di Mata Hari)

 

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