psiquiatria y antipsiquiatria – david copper

la ezquizofrenia segun copper es una enfermedad generada por la sociedad ,un individuo cuando no cumple con los parametros de comportamiento es rotulado como ezquizofrenico por los agentes de la estuctura psiquica impuesta o sea los psiquiatricas y los psicologos de corte fisiologista que sostenienen que el hombre es similar a una maquina en su comprotamiento (estimulo respuesta )
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la psiquiatría,otra cárcel

Esta noticia fue extraída de la radio bío bío, nosotrxs consideramos que los psiquíatricos son una cárcel más, en donde la forma de solucionar el “problema” es llenarte de fármacos de los cuales obtienen beneficios las farmacias y las diversas empresas que lucran del encierro de personas.

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Giugno… allo spazio libertario “Sole e Baleno”

 

 

 
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Giuseppe Bucalo – DIzionARIO antipsichiatrico. Esplorazioni e viaggi attraverso la follia (1997)

[Pep] Giuseppe Bucalo è fra i più spregiudicati pensatori psichiatrici italiani. Il radicalismo della sua elaborazione teorica, orientata a produrre una piena legittimazione culturale della follia, intesa quale vettore e fattore di una rivoluzione che sommuova ed allarghi gli spazi fisici, relazionali e cognitivi, lo ha condotto a propugnare una rivoluzionaria visione antropologica che sancisce l’impraticabilità di ogni discriminazione tra raziocinio e follia sia nella vita psichica che in quella sociale. Questo volume, che il Kalashnikov Collective Headquarter propone ai propri lettori, costituisce un’eccellente introduzione al pensiero di Bucalo: l’autore, affondando le radici del proprio discorso da un lato nelle sue esperienze di operatore psichiatrico in Sicilia e nel conseguente, quotidiano e conturbante, rapporto con la follia, e,
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Thomas Szasz “La mia follia mi ha salvato”. La follia e il matrimonio di Virginia Woolf (2006) – Die Irren Offensive. Il testamento psichiatrico.

[Pep] Thomas Szasz è uno dei massimi maestri del pensiero libertario contemporaneo. Liberale libertario, anti-proibizionista, anti- psichiatrico, assertore del diritto al suicidio (ma contrario alle sue forme medicalizzate, quali eutanasia e suicidio assistito), pioniere della lotta contro lo Stato Terapeutico, Thomas Szasz è noto soprattutto per la sua polemica epistemologica contro l’impianto (pseudo)scientifico della psichiatria.
Nato nel 1920 a Budapest (da cui fuggì per sottrarsi alle perscuzioni anti-semite di Hitler) e docente di psichiatria nel 1956 a New York, già negli anni Cinquanta aveva formulato le prime corrosive critiche alle basi scientifiche e giuridiche della psichiatria, culminate nel 1961 con la prima edizione del classico “Il mito della malattia mentale”, oggetto di vani tentativi censori da parte degli apparati medico-legali: a Szasz va il merito di aver individuato e disaminato con chiarezza il nesso derivativo tra l’odierna società e quelle teocratiche. Secondo Szasz è proprio l’odierno Stato Terapeutico ad aver sostituito quello teocratico:
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Giuseppe Bucalo – Sentire le voci. Guida all’ascolto (1998) e Intervista a John Nash (2003)

[Pep] “Sentire le voci – Guida all’ascolto” è l’ironico titolo del libro in cui il teorico anti-psichiatrico Giuseppe Bucalo ridisegna, inserendosi nell’orizzonte della battaglia contro lo Stato Terapeutico teorizzata da Thomas Szasz, le modalità della militanza antipsichiatrica nella direzione della fondazione di nuove declinazioni della soggettività detta psicotica, tali da operare socialmente quali dispositivi resistenziali nei confronti dei processi di normalizzazione identitaria. Il versante della fenomenologia psicotica su cui Bucalo vuole insediare le nuove formulazioni della soggettività che delinea, e le modalità relazionali atte a porle in essere, è quello dell’allucinazione uditiva, cui l’autore applica l’ottica della propria psichiatria post-terapeutica, in cui la soggettività psicotica si decostituisca da oggetto di procedure terapeutiche per autocostituirsi come soggetto di calibrate procedure autogestionali: dischiudendosi all’orizzonte pienamente politico e creativamente politicizzabile della mediazione tra modalità cognitive psicotiche (e correlati stili di vita) e la struttura sociale, con la sua architettura identitaria normalizzante. Quest’ultima è primariamente garantita da un’accezione comune di realtà tale da costituire il fondamento e l’ intrascendibile perimetro delle relazioni sociali, e la cui condizione è il mantenimento di un regime soggettivo collettivamente omologo, la cosiddetta salute mentale.
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“Rage endormie”, Anonyme.

Quelques mots sur la fonction pacificatrice de la psychiatrie

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Verso la riapertura dei manicomi

da <a href="http://anarresinfo./"
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VEN 8 GIUGNO a LIVORNO APERITIVO ANTIPSICHIATRICO con video e chiaccherata

VENERDI’ 8 GIUGNO c/o l’EX Caserma occupata in via adriana a LIVORNO l’ EX CASERMA e il collettivo Antipsichiatrico Antonin ARTAUD (Pisa) Vi invitano a partecipare all’ Aperitivo antipsichiatrico a partire dalle ORE 19:00. ECCO IL PROGRAMMA. ore 19:00 –> videoproiezioni chiacchierate sull’antipsichiatria e la “malattia mentale” continua con il consueto APERITIVO ANTICRISI! MANGI & BEVI a PREZZI POPOLARI per info: http://www.excasermaoccupata.org/ http://www.artaudpisa.blogspot.it/
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AA.VV. – Anti-psichiatria: modeste proposte di armamento per la guerra psichica diffusa (a cura del Kalashnikov Collective Headquarter)

[Pep] In questi asfissianti tempi regressivi/repressivi abbiamo sempre più bisogno di efficienti integratori alimentari per i nostri intelletti, a cui le istituzioni sembrano voler fornire solo nutrimenti avvelenati e ottenebranti. Per venire incontro a questa elementare esigenza il Kalashnikov Collective Headquarter ha deciso di fornire ai suoi lettori un kit essenziale (benchè inevitabilmente arbitrario) che funga da ausilio per approcciarsi alla realtà contemporanea da un punto di vista inusuale e radicale: quello (anti)psichiatrico. Selezionando sei brevi e fulminanti saggi appartenenti alla tradizione della critica alla psichiatria vogliamo mettere a disposizione anche del lettore che non sia uso alle meticolose ricerche bibliografiche un’arma teorica maneggevole quanto beneficamente micidiale: ponendoci sulla scia di uno dei filoni teorici più anticonformisti e sofisticati del novecento.
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